Il bio computer

In questo viaggio attraverso il tessuto intricato dei nostri dialoghi interni, vogliamo esplorare come la conversazione silenziosa che conduciamo con noi stessi può trasformarsi da severo giudice a benevolo alleato. Il monologo interiore che ci accompagna quotidianamente può assumere toni diversi, trasformandosi ora in severo rimprovero, ora in dolce incoraggiamento. Ma cosa accade quando la voce interna assume il ruolo di un critico implacabile che ci sommerge di aspettative irrealistiche e pressioni costanti?

Spesso, il nostro dialogo interno si popola di numerosi “devo”, imponendoci standard elevati e intransigenti: “Devo contare solo sulle mie forze”, “Devo essere forte”, “Devo fare tutto perfettamente”. Queste affermazioni, benché possano sembrare motivanti, in realtà celano trappole pericolose. Ci costringono in un angolo, limitando la nostra libertà e sottraendoci la leggerezza di esistere nella nostra imperfetta umanità.

Ma cosa succederebbe se sostituissimo il “devo” con il “potrei”? Se invece di ascoltare la parte di noi che ci incalza senza tregua, iniziassimo a dare spazio a quella più comprensiva e flessibile? Saremmo in grado di trasformare la pressione in possibilità, il giudizio in accettazione.

Esercizio del Riconoscimento

Per iniziare questo percorso di trasformazione, propongo un esercizio semplice ma profondo, da praticare per una settimana. Il focus sarà sul riconoscimento del nostro dialogo interno, specialmente in quei momenti in cui ci sentiamo sotto pressione.

  1. Porta un Diario: Armatevi di un diario o di un’app per appunti sul vostro smartphone. L’obiettivo è annotare ogni momento della giornata in cui sentite emergere un “devo” opprimente.
  2. Ascolto Attivo: Quando ti accorgi di un pensiero stressante, fermati un momento. Qual è il messaggio che stai inviando a te stesso? C’è una convinzione severa o un “devo” ricorrente?
  3. Interrogazione: Ogni sera, dedicati qualche minuto per riflettere sugli appunti presi. Chiediti: “Da dove nasce questa convinzione? È davvero mia o l’ho assimilata dal contesto in cui sono cresciuto o vivo?”
  4. Riscrittura: Scegli uno dei “devo” che hai identificato e prova a riformularlo in un’affermazione più gentile e flessibile. Per esempio, “Devo fare tutto perfettamente” potrebbe diventare “Fare del mio meglio è sufficiente”.

Questo esercizio non è soltanto un modo per alleggerire la pressione che ci imponiamo; è un invito a scoprire chi siamo al di là delle aspettative esterne. È il primo passo verso la comprensione di come i nostri dialoghi interni influenzino profondamente il nostro benessere psicologico e la nostra libertà di essere autenticamente noi stessi.

 

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