Dopo un primo appuntamento: le domande che contano davvero

2/15/2026

Dopo un primo appuntamento succede quasi sempre la stessa cosa.

Si torna a casa, si appoggiano le chiavi, ci si butta sul divano…
e parte il tribunale interiore.

Hai ripassato ogni frase detta.
Ogni sorriso.
Ogni silenzio.

Ma c’è un problema:
le domande che ti fai non parlano di te, parlano di come pensi di essere stata vista.

E questo, se cerchi una relazione sana, è il modo più veloce per perderti.

La domanda sbagliata (la più comune)

👉 “Gli sono piaciuta?”

È comprensibile.
Ma è anche una trappola.

Perché ti sposta subito in una posizione passiva:
tu che aspetti una valutazione, un segnale, una conferma.

E l’amore adulto non nasce lì.

La prima domanda giusta

👉 “Come mi sono sentita io, mentre ero con lui?”

Non cosa pensavi.
Non cosa speravi.
Ma cosa sentiva il tuo corpo.

E qui serve onestà, non romanticismo:

  • ero rilassata o in tensione?

  • mi sentivo curiosa o in allerta?

  • stavo “essendo” o “performando”?


Il corpo non mente mai.
Siamo noi che impariamo a ignorarlo.

Seconda domanda (scomoda, ma necessaria)

👉 “Sono stata me stessa o una versione strategica di me?”

Hai detto davvero quello che pensavi?
O quello che suonava meglio?

Ti sei sentita libera di:

  • dissentire

  • ridere

  • restare in silenzio

  • non piacere a tutti i costi


Se la connessione nasce solo quando ti aggiusti, non è connessione.
È adattamento.

Terza domanda: quella che cambia il gioco

👉 “Mi sento più centrata o più confusa di prima?”

Un buon incontro non deve creare dipendenza immediata.
Deve creare chiarezza, anche quando non è un sì.

Se dopo un appuntamento:

  • sei più agitata

  • stai aspettando segnali

  • ti senti “in sospeso”


fermati un attimo.
Non è romanticismo. È attivazione.

Quarta domanda (da adulta emotiva)

👉 “Se non mi scrivesse più, cosa direbbe questo di me?”

Spoiler: nulla.

Ma se dentro senti crollare qualcosa, allora il punto non è lui/lei.
È il bisogno che si è acceso.

E questo è oro, non un problema.
Perché ti mostra da dove ami.

L’ultima domanda (quella che pochi hanno il coraggio di farsi)

👉 “Lo sceglierei anche se non dovessi essere scelta?”

Questa separa il desiderio dall’attaccamento.
La presenza dalla fame.
L’amore dalla paura di restare sola.

E no, non è una domanda facile.
Ma è quella che ti riporta a casa.

In conclusione (con affetto, ma ferma)

Un primo appuntamento non serve a capire se l’altro è quello giusto.
Serve a capire se tu stai restando fedele a te.

Se smetti di rincorrere segnali
e inizi ad ascoltarti davvero,
non avrai bisogno di risposte affrettate.

Se senti che in amore vuoi smettere di reagire e iniziare a scegliere,
in The Love Lab lavoriamo proprio su questo passaggio:
dalla rincorsa alla presenza.

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