Le domande invisibili che influenzano tutte le tue relazioni

1/23/2026

C’è un momento, nella vita adulta, in cui smetti di chiederti
“perché le relazioni non funzionano”
e inizi – finalmente – a chiederti
“da dove sto guardando l’amore?”

Non è una domanda romantica.
È una domanda strutturale.

Perché nessuna di noi entra in una relazione da zero.
Entriamo con una mappa già disegnata, spesso senza rendercene conto.

Una mappa fatta di:

  • ruoli imparati

  • silenzi normalizzati

  • conflitti evitati o esplosi

  • decisioni prese da altri

E il problema non è quello che abbiamo vissuto.
Il problema è continuare a usarlo come riferimento automatico.

L’eredità che non vedi (ma che agisce)

Non serve aver avuto un’infanzia “difficile” per portarsi dietro schemi relazionali.
Basta aver vissuto in un sistema dove:

  • qualcuno decideva sempre

  • qualcun altro si adattava

  • il conflitto faceva paura

  • le emozioni venivano ridimensionate

  • il silenzio era preferibile alla chiarezza


Queste cose non restano nel passato.
Diventano il modo in cui ami.

E no, non perché tu lo voglia.
Ma perché è ciò che conosci.

Fermati un attimo. Guarda da dove vieni.

Non per giudicare.
Non per accusare nessuno.
Solo per osservare con lucidità.

Prova a porti queste domande, senza fretta:

Nella tua famiglia:

  • Chi prendeva davvero le decisioni importanti?

  • Chi decideva le cose di ogni giorno?

  • Cosa succedeva quando qualcuno si arrabbiava?

  • Le discussioni venivano chiarite o semplicemente sepolte?


Quando avevi un problema:

  • Con chi ne parlavi?

  • Ti sentivi ascoltata o dovevi cavartela da sola?

  • Hai imparato a fidarti o a stare in guardia?


E quelle più scomode:

  • Hai mai sentito di dover scegliere “da che parte stare”?

  • Ti sei sentita messa a confronto, in competizione, spinta a essere diversa?

  • La tua famiglia, fuori, sembrava una cosa… ma dentro funzionava in un altro modo?


Non rispondere di getto.
Lascia che le risposte emergano.

Ora guarda la tua vita adulta

Le relazioni importanti.
Quelle finite.
Quelle mai iniziate davvero.
Quelle che “non so perché, ma sempre così”.

Chiediti:

  • tornano gli stessi temi?

  • gli stessi conflitti?

  • le stesse frasi?

  • +

  • +


Se sì, non è perché sei sbagliata.
È perché stai usando una mappa vecchia per un territorio nuovo.

Ed è qui che molte donne restano bloccate.

Single non per mancanza di occasioni.
O in coppia, ma profondamente sole.

Non per incapacità di amare.
Ma perché non si sono mai fermate a guardare da dove stanno amando.

La vera trappola

La trappola non è la solitudine.
È l’automatismo.

Ripetere senza accorgersene.
Scegliere senza scegliere davvero.
Restare fedeli a un copione che non ci nutre più.

Quando inizi a porti queste domande, non stai scavando nel passato.
Stai riappropriandoti del presente.

E se senti che qualcosa si muove, anche solo un po’,
non è fragilità.

È prontezza.

Da qui parte The Love Lab

Non per trovare colpe.
Non per promettere l’amore giusto.
Non per venderti l’ennesimo “lavora su di te”.

Ma per fare una cosa più scomoda e più vera:
cambiare come ti muovi dentro le relazioni.

Quando cambia quello,
il resto smette di essere un caso.

E ora tocca a te (davvero)

Non ti chiedo “cosa ne pensi”.
Ti faccio una domanda più onesta:

👉 Quale di queste domande ti ha dato più fastidio?

Quella è la porta giusta.

Se vuoi, puoi scrivermi.
Non per spiegarti bene.
Non per essere ordinata.

Scrivimi anche una sola frase.
La trovi nella sezione contatti del sito
oppure puoi rispondermi direttamente via mail (patrizia@patriziaboniffi.it).

Leggo io.
E quando ha senso, rispondo.

Non è terapia.
Non è un percorso.
È uno sguardo chiaro, messo nel punto giusto.

A volte basta quello
per smettere di girare in tondo.

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