Perché ricominci sempre da capo con le stesse buone intenzioni
Patrizia
8/9/2026


C'è un momento preciso, e tu lo conosci bene anche se magari non l'hai mai guardato da vicino. È il momento, di solito una sera, o una mattina particolarmente storta, in cui senti che stai per mollare quella cosa che ti eri promessa. Non è ancora successo, sei ancora in tempo, ma lo senti arrivare, come una frana che parte da lontano e tu la vedi venire giù.
E quasi sempre, in quel momento, non fai niente. Aspetti. Ti dici "vediamo domani", e domani è già un altro giorno in cui quella cosa non c'è più.
Poi, qualche settimana dopo, riparti. Nuovo proposito, stessa energia iniziale, stessa promessa a te stessa che stavolta sì. E il ciclo ricomincia, non perché tu sia incostante, ma perché continui a saltare esattamente il momento che conta di più: quello della frana in arrivo.
Il problema non è la caduta. È cosa fai nei cinque minuti prima
Ti dico una cosa che forse non ti aspetti: non è grave saltare un giorno. Non è nemmeno grave saltarne due. Il problema vero non è la caduta in sé, è che nessuno ti ha mai insegnato a guardare in faccia il momento in cui stai per cadere, invece di scivolarci dentro con lo sguardo altrove.
Quel momento ha dei segnali, sempre gli stessi, se impari a riconoscerli: ti senti in colpa in anticipo, ti dici "tanto oggi non conta", cominci a giustificarti prima ancora di aver saltato. Sono le tre frasi che ti dici nella testa un attimo prima di mollare. Le conosci, anche se magari non le hai mai chiamate per nome.
Cosa fare davvero, in quel momento, non domani, adesso
Non ti do una lista di trucchi. Ti do una cosa sola, ma seria: quando senti arrivare quella frana, fermati un secondo e chiediti, non "come faccio a non saltare oggi", ma "cosa sta succedendo davvero, adesso, che mi fa venire voglia di mollare?"
Non è una domanda retorica. È lavoro vero, anche se dura trenta secondi. Perché la risposta, quasi sempre, non ha niente a che fare con l'abitudine in sé. Hai voglia di saltare la camminata non perché la camminata sia sbagliata, ma perché sei arrabbiata con qualcuno e non lo sai ancora. Vuoi mollare il diario della sera non perché scrivere non ti serva, ma perché stasera hai paura di quello che scriveresti se fossi davvero onesta.
Quando lo capisci, anche solo a metà, anche in modo confuso, la scelta cambia. Non stai più decidendo "faccio o non faccio l'abitudine". Stai decidendo cosa fare con quello che hai appena visto di te stessa. E a volte, semplicemente vedendolo, l'abitudine regge da sola, senza sforzo, perché non stavi davvero scappando da lei, stavi scappando da qualcos'altro, e lei ci è finita in mezzo per caso.
Perché "ricominciare sempre da capo" è in realtà un segnale, non un difetto
Se il tuo schema è sempre lo stesso, parti forte, molli dopo qualche settimana, ti senti in colpa, riparti, non significa che tu sia debole. Significa che stai continuando a lavorare sul sintomo (l'abitudine che crolla) e mai sulla causa (quello che ti fa venire voglia di crollare proprio lì).
Non è un errore da correggere con più disciplina. È un pattern da guardare in faccia, una volta, con onestà, non con la solita autoflagellazione della domenica sera.
Quattro domande da farti, la prossima volta che senti la frana arrivare
Cosa sto sentendo davvero, in questo momento, prima ancora di pensare all'abitudine in sé?
Questa voglia di mollare è di oggi, o si è accumulata da giorni senza che me ne accorgessi?
Se dicessi ad alta voce la vera ragione per cui voglio saltare, cosa direi?
Cosa cambierebbe, se invece di giudicarmi per voler mollare, mi limitassi a osservare perché succede?
Vuoi restare in contatto con me?
💖 Iscriviti alla mia newsletter: ogni settimana riceverai riflessioni, esercizi e parole che nutrono il tuo cuore, non le tue ferite.
Patrizia Boniffi
Dove inizi da te per creare ciò che meriti.
patrizia@patriziaboniffi.it
+39-3471415662
© Copyright 2025. All rights reserved. Patrizia Boniffi - P.IVA 01170920324
