Il bio computer

Nella vita di tutti i giorni, ci troviamo spesso a confrontarci con una domanda tanto semplice quanto complessa: “Quale aspetto di me non riesco ad accettare?” Questa è una riflessione che può sembrare banale a prima vista, ma che nasconde radici profonde nelle nostre esperienze, nella nostra storia e nel modo in cui ci percepiamo.

Ci sono aspetti del nostro “io” che, forse per paura o per un non ben definito senso di inadeguatezza, tendiamo a rifiutare. Questi aspetti possono variare enormemente da persona a persona: possono essere caratteristiche fisiche, tratti della personalità, o anche semplici modi di reagire alle situazioni. Quello che spesso accade è che li allontaniamo dalla nostra attenzione, evitandoli, quasi che non facciano parte di noi.

La vergogna, il senso di inadeguatezza sono solo alcune delle emozioni sgradevoli che emergono quando ci confrontiamo con queste parti di noi. È come se fossimo gli amministratori di un condominio affollato, dove alcune delle voci più critiche vengono sistematicamente ignorate o messe a tacere.

Immagina per un momento che la tua mente sia questo condominio. In esso, ogni abitante rappresenta una parte differente di te: la parte razionale, quella perfezionista, quella ribelle, quella più saggia… e la lista potrebbe continuare. A volte questi abitanti vivono in armonia, altre volte sono in conflitto.

Ma cosa succederebbe se, invece di silenziare le voci meno piacevoli, iniziassimo a trattarle con affetto e attenzione? Se, come amministratori equilibrati, cercassimo di integrare queste parti per farle coesistere pacificamente?

 

L’Esercizio della Settimana

Ti invito, oggi e nel corso di questa settimana, a prenderti qualche minuto per riflettere su quelle parti di te che tendi a rifiutare. Prova a dare un nome e un ruolo a ciascuna di queste parti, come se stessi scrivendo un copione.

Chiediti: che dialogo intrattengono queste parti fra loro? Quali qualità possiede ciascuna di esse? E, soprattutto, qual è la loro missione nella tua vita?

Questo esercizio non solo può aiutarti a comprendere meglio te stesso ma anche a trasformare la tua percezione delle tue ‘debolezze’. Forse scoprirai che quelle parti di te che credevi di dover eliminare sono in realtà fonti di forza e autenticità.

 

L’accettazione di sé è un viaggio, non una destinazione. È un processo che richiede tempo, pazienza e, soprattutto, un profondo affetto verso tutte le parti di noi stessi. Allora, sei pronto a intraprendere questo viaggio insieme?

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