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Nel quotidiano, ci imbattiamo spesso nel complesso gioco dei ruoli sociali. Come una seconda pelle, indossiamo etichette che ci definiscono in relazione agli altri: genitori, partner, professionisti. Questi ruoli, pur essendo aspetti autentici della nostra identità, non rappresentano l’intero spettro di chi siamo. Sono parti di un’identità sociale che dipende in gran parte dall’approvazione altrui. Ma cosa rimane quando ci liberiamo di queste maschere? Chi siamo veramente nel silenzio della nostra solitudine?

Quando ci presentiamo agli altri, spesso enfatizziamo i nostri ruoli sociali. Questo ci dà un senso di appartenenza e ci aiuta a navigare nella complessità delle relazioni umane. Tuttavia, questi ruoli possono diventare gabbie dorate che limitano la nostra autenticità. Sono sensibili all’approvazione esterna e possono creare un senso di disagio o disorientamento quando questa manca. È allora che emerge il bisogno di esplorare chi siamo al di là di questi ruoli, di comprendere la nostra essenza individuale.

Guardarsi allo specchio senza le maschere dei ruoli sociali richiede coraggio. Significa fare i conti con la nostra vera natura, con le nostre paure, i nostri desideri, le nostre contraddizioni. Si tratta di un processo di introspezione che ci consente di connetterci con la nostra autenticità, quella parte di noi che non ha bisogno di conferme esterne per esistere.

Il viaggio verso la scoperta di sé inizia con la presa di coscienza. È un percorso che richiede tempo, pazienza e una buona dose di curiosità verso il proprio mondo interno.

##### Esercizio 1: La mappa dell’essenza

  1. Momento di connessione: Prenditi qualche minuto per te, in un luogo tranquillo dove non sarai disturbato/a. Chiudi gli occhi e concentra l’attenzione sul respiro, senti il tuo corpo e lascia che i pensieri fluiscono liberamente.
  2. Scrittura riflessiva: Al termine di questo momento, prendi carta e penna. Scegli una parola chiave che senti rappresenti il tuo stato attuale e scrivila al centro del foglio. Procedi poi ad aggiungere altre parole, associandole liberamente, creando una mappa che esplora chi sei in questo preciso istante. Lascia che siano parole genuine, senza forzare un discorso coerente.
  3. Osservazione e consapevolezza: Al termine dell’esercizio, osserva cosa succede nel tuo corpo. Quali sensazioni emergono? C’è tensione, rilassamento, eccitazione? E sul piano emotivo, cosa percepisci? Questa consapevolezza fisica ed emotiva è un prezioso indicatore del tuo stato interiore.

##### Esercizio 2: Il diario dell’essenza

  1. Riflessione quotidiana: Ogni sera, dedica alcuni minuti a scrivere nel tuo diario. Rifletti sulla tua giornata, non solo sugli eventi esterni, ma su come ti sei sentito/a rispetto a questi. Quali momenti ti hanno fatto sentire più autentico/a? Quando hai sentito di indossare una maschera?
  2. Analisi dei pattern: Dopo una settimana, rileggi ciò che hai scritto. Cerca di individuare modelli o temi ricorrenti. Ci sono situazioni specifiche in cui ti senti più o meno connesso/a con la tua essenza? Come puoi coltivare quelle situazioni che favoriscono la tua autenticità?

Questo viaggio verso la scoperta di sé al di là dei ruoli è un percorso di liberazione. Ci permette di vivere in modo più autentico, di stabilire connessioni più profonde con gli altri e di vivere una vita che riflette chi siamo veramente. Non è un percorso semplice e richiede il coraggio di affrontare l’ignoto. Tuttavia, ogni passo in questa direzione è un tassello che contribuisce a comporre il meraviglioso mosaico della nostra unica e irripetibile esistenza.

 

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